Les origines mythiques du futurisme : F.T. Marinetti, poète symboliste français (1902-1908) PDF

Casa Marinetti, lapide di via Senato 2 a Milano, all’epoca affacciata sul Naviglio. Le sue prime poesie in lingua francese, pubblicate su riviste les origines mythiques du futurisme : F.T. Marinetti, poète symboliste français (1902-1908) PDF milanesi e parigine, vengono notate soprattutto in Francia, da poeti come Catulle Mendès e Gustave Kahn.


L’anti-passéisme est le mot d’ordre essentiel du futurisme. Marinetti en prône le concept dans le Manifeste publié dans Le Figaro du 20 février 1909 et l’applique à la lettre lorsqu’il renie en 1911 ses  » maîtres symbolistes  » (Baudelaire, Verlaine, Mallarmé). Mais en est-il vraiment ainsi ? Une lecture des trois recueils poétiques en langue française que Marinetti compose avant 1909 (La Conquête des Étoiles, Destruction, La Ville charnelle) montre que la doctrine futuriste s’édifie par rapport aux auteurs du passé, fût-il aussi récent que le symbolisme et du post-symbolisme français et de la poésie italienne de l’époque (principalement D’Annunzio et Pascoli). Marinetti instaure avec les textes du passé un dialogue qui se déploie comme une série de  » réécritures  » ou de métamorphoses successives, déterminées par la mort du modèle antérieur et sa conversion en une œuvre personnelle inédite. La mise au jour de cette incessante dynamique de mort et de régénérescence permet d’appréhender le futurisme dans sa dimension  » mythique  » fondamentale qui constitue, à notre avis, le véritable acte de naissance du mouvement dont le Manifeste aura pour fonction de théoriser les principes.

Lo stesso argomento in dettaglio: Manifesto del Futurismo. Amante della velocità, nel 1908 Marinetti è ripescato in un fossato fuori Milano in seguito ad un banale incidente: per evitare due ciclisti era uscito di strada con la sua automobile, un’Isotta Fraschini. A fine gennaio 1909 Marinetti manda il Manifesto ai principali giornali italiani. La Gazzetta dell’Emilia di Bologna lo pubblica il 5 febbraio.

Il Manifesto viene letto e dibattuto in tutta Europa, ma le prime opere ‘futuriste’ di Marinetti non hanno la stessa fortuna. Torino non aveva ottenuto molto successo. Nel 1910 il suo primo romanzo, Mafarka il futurista, viene assolto dall’accusa di oltraggio al pudore. Inviato di guerra durante la guerra italo-turca, da sinistra Filippo Tommaso Marinetti, Ezio Maria Gray, Jean Carrere, Enrico Corradini e G. Marinetti è il solo futurista a perorare la causa della guerra, anche se come al solito usa il plurale nelle dichiarazioni: Orgogliosi di sentire uguale al nostro il fervore bellicoso che anima tutto il Paese, incitiamo il governo italiano, divenuto finalmente futurista, ad ingigantire tutte le ambizioni nazionali, disprezzando le stupide accuse di pirateria. Il poeta aveva chiesto di andare in Libia come giornalista, come inviato del giornale francese L’Intransigeant di Leon Bailby del quale è anche socio. Il 12 ottobre con Marinetti sbarcano sulla spiaggia di Tripoli, in un disastroso caos di uomini e di mezzi, parecchi altri giornalisti.

E prim’ancora di telegrafare all’Intransigeant, il poeta scrive a Balilla Pratella questa cartolina: Carissimo, spero di tirare a qualche testa di turco. Ritornerò presto e riprenderemo tutto energicamente. Marinetti, sull’onda del contrattacco italiano, giunge tra i primi nella riconquistata casa di Gemal Bey, E scriverà nei suoi appunti presi sul campo: Vedo avanzarsi un artigliere i cui piedi affondano in una poltiglia di sabbia, di sangue e di bossoli di cartucce. Ridendo dagli occhi azzurri, egli balbetta con le mascelle squarciate: « Otto!